Saturday, October 07, 2006

IL CETO MEDIO

Un tempo si chiamava borhesia e, in senso dispregiativo, si aggiungeva anche "crassa" e si alludeva ai ricchi, privi di "blasone", ma provvisti di molti "dobloni".
In genere si trattava di commercianti o piccoli industriali. che tendevano ad avvicinarsi alla nobiltà (che li "snobbava") e guardavano dall'alto il popolino proletario ( che non li vedeva certo di buon occhio). Si trattava però di persone industriose e sagge, che amministravano bene il loro denaro. A Venezia molti di loro hanno costruito palazzi in riva al Canal Grande.
Una cosa è certa: allora , come adesso, controllavano il capitale e perciò . . . governavano.
Oggi invece sono tutti all'opposizione, perchè governano i poveri, che vogliono vendicarsi , formulando leggi che permettano di mettere le mani nelle tasche di questo malcapitato ceto medio, che rischia di diventare povero e perciò costretto a votare contro i ricchi.
Che garbuglio!
Ma non si potrebbe far diventar ricchi tutti i poveri, che così, appartenedo al ceto medio, voterebbero tutti per Berlusconi?
Ma se è vero che per fare un ricco sono necessari mille poveri, il rapporto tra le classi sociali sarebbe sempre incolmabile!
Se poi aggiungiamo i nobili decaduti, le cose peggiorano ancora per. . . . . .
Accidenti! Ho perso il filo.

4 Comments:

Blogger sergio said...

Difficile stabilire oggi chi appartenga al ceto medio. Sembra che anche chi supera i fatidici 75.000 euro sia un povero diavolo! E tutto il resto che non ha denunciato?
La famosa "borghesia" che citi all'inizio del tuo "post" quest'oggi non esiste più: "xe tuti botegheri" nel senso più spregevole del termine!

10:10 AM PDT  
Anonymous enrico p. said...

Noi che lavoriamo (o abbiamo lavorato )nel pubblico impiego non abbiamo vissuto una dimensione fondamentale di imprenditori, artigiani e commercianti e anche liberi professionisti: il rischio.
Per uno di successo ce ne sono altri nove che hanno fallito e che pagano duramente, non solo sul piano economico, il proprio fallimento.
Non mi sento di demonizzare a priori il ceto medio.

3:30 AM PDT  
Blogger sergio said...

Non mi sembra che il "post" demonizzi il ceto medio.
Inoltre anch'io, non proletario, mi sento di appartenere a quel ceto, pur essendo lontano dai famosi 75.000 euro di reddito.
E' chiaro che nè io nè Toni abbiamo inteso parlare di imprenditori seri, ma solo di affaristi; e di questi, purtroppo, ce ne sono tanti, anche nella politica! E mi fermo qui.

12:54 AM PDT  
Blogger sergio said...

Era "ceto medio" quello sceso in piazza a Treviso che ha reso gongolante lo sceriffo Gentilini???

6:19 AM PDT  

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